Cerca nel blog

sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua di Resurrezione

Quest'anno, sarebbero molte le cose da dire e da non dire.
E allora, restando su un classico, ma sincero augurio, auguro che le migliori cose, ma quelle più semplici, si possano avverare e come per un apparente, marmoreo uovo, la vita esploda nel momento stesso in cui s'infrange l'esterna, ma fragile struttura.

lunedì 18 aprile 2011

d.M. Infrastrutture e Trasporti
2 febbraio 2011 (G.U. 2.4.2011)

Calendarizzazione delle operazioni di rilascio dei certificati di circolazione e delle targhe per ciclomotori

Al fine di garantire che tutti i ciclomotori posti in circolazione siano muniti di targa e di certificato di circolazione, di cui all’art. 97, comma 1, del C.D.S., sono stabiliti i relativi termini di adeguamento:

entro il se contrassegno inizia per

1° giugno 2011 0, 1 e 2
31 luglio 2011 3, 4 e 5
29 settembre 2011 6, 7 e 8
entro e non oltre il 12.02.2012 9 o con la lettera A

in difetto, si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria pari ad € 218,00, sequestro amministrativo finalizzato alla confisca e fermo amministrativo per mesi uno.

dd.M. Infrastrutture e Trasporti
1 marzo 2011, n. 81 e 23 marzo 2011


Coloro i quali hanno compiuto la maggiore età entro il 30 settembre 2005, continuano a poter conseguire il c.d. “patentino”, dopo aver frequentato un corso di formazione presso un’autoscuola: per questi soggetti, quindi, non è prevista alcuna prova pratica per il conseguimento dell’abilitazione alla guida dei ciclomotori.
Coloro i quali hanno frequentato un corso entro il 31 marzo 2011 (gli effetti del corso si protraggono per un anno) non sono tenuti ad effettuare alcuna prova pratica e conseguono l’abilitazione, a seguito della frequenza di un corso integrativo di un’ora in materia di “elementari conoscenze sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza”.
Per il conseguimento del patentino, a far data dal 1° aprile 2011 valgono le medesime modalità precedentemente previste, con l’ulteriore obbligo di sostenere un esame pratico di guida. A tal fine, l’esaminatore, al termine della prova teorica rilascia un permesso di guida (della validità di sei mesi), mediante il quale il candidato può prepararsi a sostenere l’esame pratico (non prima di un mese dall’avvenuto rilascio del permesso stesso). Per l’esercitazione alla guida, il candidato:
- se aspirante a conseguire il patentino per ciclomotore a due ruote, può circolare, esclusivamente, in luoghi poco frequentati;
- negli altri casi e cioè quando il ciclomotore è idoneo a trasportare un passeggero, a fianco del conducente, deve avere a bordo, in qualità di istruttore, persona di età non superiore ai 65 anni, titolare di patente almeno di cat. B da non meno di dieci anni ed il ciclomotore deve essere munito di appositi contrassegni recanti la lettera “P” di principiante: in questo caso la eventuale sanzione si applica tanto al conducente, quanto all’istruttore.

giovedì 14 aprile 2011

Accertamento di violazioni in seguito a sinistro stradale

Accertamento possibile solo a seguito della ricostruzione della dinamica di un sinistro - contestazione immediata non richiesta - Corte di Cassazione Civile sez.II 22/2/2010 n. 4142
(omissis)
Il giudice di pace di C. con sentenza del 2 dicembre 2005 accoglieva l’opposizione proposta da .. avverso il Prefetto di C. per l’annullamento dell’ordinanza ingiunzione n….., relativa a violazione dell’articolo 146 del codice della strada. Rilevava che all’opponente era stato contestato di aver effettuato una svolta a sinistra predisponendosi sulla corsia di destra, anzichè su quella di sinistra e di aver così causato il sinistro con altro veicolo;
che l’amministrazione aveva omesso la contestazione immediata dell’infrazione, sebbene vi fosse possibilità di farlo, essendo i verbalizzanti intervenuti sul luogo del sinistro.
La prefettura di C. ha proposto ricorso per Cassazione, notificato il 9 novembre 2006;
la .. è rimasta intimata.
Avviata la trattazione con il rito previsto per il procedimento in Camera di consiglio, il procuratore generale ha chiesto l’accoglimento del ricorso perchè manifestamente fondato.
Il ricorso denuncia violazione degli articoli 146, 200 e 201 del codice della strada, dell’articolo 384 reg. esec. del codice della strada, della legge n. 689 del 1981, articoli 13, 22 e 23 dell’art 2700 c.c. nonchè erronea e insufficiente motivazione.
Espone che il verbale conteneva l’indicazione dei motivi che avevano reso impossibile la contestazione immediata, cioè che "l’accertamento delle violazioni era avvenuto in seguito alla ricostruzione della dinamica di un sinistro con feriti che ha visto coinvolto il ricorrente". La censura coglie nel segno.
La sentenza riporta le circostanze del sinistro; riferisce la necessità di un’istruttoria condotta con audizione di tre testimoni;
aggiunge che uno dei testi ha riferito di aver inutilmente segnalato ai vigili alcuni segni di scarrocciamento della vettura della …., ma giunge nell’ultima pagina all’affermazione che la contestazione immediata era pienamente possibile, perchè dall’insieme delle circostanze di fatto emergevano "tutti gli elementi concreti e circostanziati per desumere l’eventuale violazione di legge".
La giurisprudenza di questa Corte ha affermato che "In tema di violazioni al codice della strada, la individuazione, contenuta nell’articolo 384 reg. esec. del codice della strada, delle ipotesi in cui è consentita la mancata contestazione immediata della infrazione - che costituisce requisito di legittimità dei successivi atti del procedimento sanzionatorio - non ha carattere tassativo ma esemplificativo, sicchè non è precluso al giudice dell’opposizione riconoscere l’esistenza della impossibilità di contestazione immediata dell’infrazione senza fare specifico riferimento ad una delle ipotesi espressamente previste dal citato articolo 384 reg. esec. del codice della strada". (Cass. 7090/05). L’orientamento dominante è ormai consolidato nel senso che compete al giudice di merito (Cass. 12865/08) valutare - con motivazione censurabile in cassazione ove illogica o incongrua (Cass. 7415/09) - se la circostanza impeditiva, riportata nel verbale, abbia una sua intrinseca logica e la valenza stabilita dalla norma regolamentare, senza che, però, al giudice stesso sia consentito, in tale esame, alcun sindacato sulle scelte operative e organizzative degli accertatori (Cass. 17573/05).
Nel caso di specie l’affermazione contenuta nella sentenza impugnata appare apodittica e incongrua rispetto all’esposizione dei fatti contenuta nella stessa sentenza.
La natura del sinistro, che ha interessato due vetture che procedevano nella stessa direzione e che è stato causato da svolta a sinistra con una vettura in fase di sorpasso sull’altra, dava infatti conto non certo della semplicità del quadro presentatosi agli agenti verbalizzanti, ma - al contrario - della speciale complessità della situazione. Ne derivava la necessità non solo di misurazioni, rilievi (tanto complessi da indurre un teste a sollecitarne di altri) e accertamenti di fatto, ma soprattutto di una successiva meditazione e valutazione degli stessi, da effettuare, inevitabilmente, in ufficio. La pretesa del giudicante di una immediata contestazione consiste in definitiva, in un contesto come quello descritto, in una inammissibile revisione dei metodi organizzativi e di lavoro della forza di polizia intervenuta, con un indebito sindaca to sul modo di agire degli stessi. La possibilità della contestazione immediata non poteva essere tratta, come ritenuto dalla sentenza impugnata (pag. 5), dalla mera constatazione, ancorchè poi valorizzata in sede di verbalizzazione, della posizione dei veicoli rispetto all’asse stradale, giacchè il rilievo statico impone, prima di contestare una violazione sulla condotta di guida, la ricostruzione della dinamica del sinistro. Tale ricostruzione implica necessariamente, in contesti siffatti, studio e riflessione sulla posizione rilevata e sulle altre circostanze positivamente accertate o di cui viene valutata l’assenza di riscontro, ditalchè risulta del tutto insufficiente e intrinsecamente irrazionale la motivazione della sentenza fondata sulla rilevabilità ictu oculi della posizione dei veicoli e quindi della immediata contestabilità della violazione. La decisione impugnata riposa su una nozione del tutto teorica di possibilità della contestazione immediata, che prescinde dal senso proprio della disposizione normativa, che è quello di imporre all’agente accertatore la contestazione immediata in funzione della possibilità del trasgressore di esercitare la propria difesa con prontezza. Tale possibilità nel caso di sinistro stradale e successivo intervento delle forze dell’ordine non è certamente compromessa (al contrario di quanto avviene nella normale dinamica automobilistica), ma anzi favorita dal differimento della contestazione, che consente, come rilevato in ricorso, l’approfondimento della vicenda e l’acquisizione di informazioni e dichiarazioni spontanee, eventualmente anche successive ai rilievi immediati, provenienti da terzi e dal trasgressore medesimo.
Il giudice di primo grado ha dunque fatto malgoverno della legge applicabile, con la conseguenza che il ricorso va accolto sotto ogni profilo.
La sentenza impugnata va cassata e si può far luogo, con decisione di merito ex articolo 384 del codice di procedura civile al rigetto dell’originaria opposizione, giacchè non v’è margine, sulla base dei fatti accertati in sentenza e delle disposizioni applicabili, per diversa valutazione in sede di rinvio. Le spese si liquidano in dispositivo.

P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’originaria opposizione. Condanna parte intimata alla refusione a controparte delle spese di lite, liquidate in Euro 400,00 per onorari, oltre accessori di legge e rimborso delle spese prenotate a debito.
(omissis)

mercoledì 13 aprile 2011

Mobilità per il Comune di Montelupo F.no

Il comune di Montelupo Fiorentino cerca un agente di polizia municipale con un bando di mobilità. Per chi è interessato, o conosce qualcuno a cui può interessare quest’opportunità il bando, che scade il 23 aprile lo trova qui:

http://www.comuneweb.it/cws/alboPretorio/testoAtto/Montelupo?tipo=DT&anno=2011&numero=123&sub=0&allegatoNumero=0

venerdì 25 marzo 2011

L'ottavo nano..."Credulo" di U. Tommasi

C'era una volta un nano
Un po' ingenuo ma molto strano
Ognuno che lo avvicinava per parlare
Riceveva un sorriso e si vedeva ascoltare
Lui non voleva mai ascoltar la gente
Così dava ragione sempre a tutti
MA indipendente era la sua mente
Che valutava delle persone solo i fatti
Era persona calma e bonaccione
Per tutti aveva solo parole buone
Per quel motivo e senza valutazione
Veniva giudicato un po' coglione
Era un tipo straordinario
Poiché sapeva leggere il dir della gente all'incontrario
E per concludere vi dico amici miei
Difficile è la vita in un paese strano
Cerchiamo di cambiare ognuno di noi
Così avremo un mondo assai più sano
L'ottavo nano "Credulo" vi invita
A rivedere un po' lo stile di vita
Armandoci di amore e di pazienza
Per esaltar chiarezza e coerenza

sabato 19 marzo 2011

Verbale e fede privilegiata...datata, ma da ricordare.

Sentenza 24 luglio 2009 n. 17355 Sez. Unite

Sanzioni amministrativa - Verbale di accertamento - Guida senza cinture di sicurezza - Efficacia probatoria

Ente Giudicante: Cassazione Civile

Presidente: Pres. Vincenzo Carbone; Rel. Massimo Oddo

avverso la sentenza del Giudice di pace de L'Aquila n. 5060 del 17 novembre 2003 - non notificata.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 23 giugno 2009 dal Consigliere dott. Massimo Oddo;

udito per il ricorrente l'Avvocato dello Stato generale avv. Gi.Ci.;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Antonio Martone, che ha chiesto che la questione venga risolta statuendo che "il verbale redatto dal pubblico ufficiale può essere liberamente valutato dal giudice alla luce delle deduzioni del ricorrente e delle prove, anche presuntive acquisite, quando si tratti di fatti che per le modalità di accadimento repentino o comunque percepiti dinamicamente presentino un margine di apprezzamento soggettivo o la possibilità di errore".

Svolgimento del processo

Il Giudice di pace de L'Aquila con sentenza del 17 novembre 2003, in accoglimento dell'opposizione proposta da Fr.Du., annullò il verbale del 6 ottobre 2002, con il quale la Polstrada aveva accertato la violazione dell'art. 172, 1° ed 8° co., C.d.S., per avere il Du. circolato alla guida di un veicolo senza utilizzare la cintura di sicurezza.

Osservò il giudice che, non potendo il verbale fare piena prova ex art. 2700, c.c., di un fatto non avvenuto alla presenza degli agenti di polizia, ma presunto dall'osservazione a distanza del momentaneo arresto del veicolo, e che avendo il Du. giustificato l'arresto con l'esigenza di sistemare meglio la cintura di sicurezza da lui indossata, trovava applicazione il disposto dell'art. 22, 12° co., l. n. 689/81, secondo il quale l'opposizione deve essere accolta quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell'opponente.

L'Ufficio territoriale del Governo è ricorso con un motivo per la cassazione della sentenza e l'intimato Du. non ha resistito in giudizio.

Il ricorso, assegnato alla seconda sezione civile della Corte, è stato rimesso alle Sezioni Unite per la particolare importanza della questione relativa all'efficacia probatoria delle attestazioni contenute nel verbale di accertamento delle violazioni amministrative e, segnatamente, di quelle alle norme del C.d.S., riguardanti i fatti oggetto di percezione sensoriale del pubblico ufficiale che le abbia accertate.

Motivi della decisione

Con l'unico motivo, il ricorrente denuncia la nullità della sentenza impugnata, in relazione all'art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c., per violazione e falsa applicazione dell'art. 2700, c.c., e degli artt. 21, 22, 22-bis e 23, l. n. 689/81, avendo ritenuto presunto un fatto percepito visivamente dagli agenti accertatoli e rispetto al quale il verbale di accertamento, costituendo un atto pubblico, faceva fede fino a querela di falso. Il motivo è fondato.

La questione dell'efficacia probatoria dei fatti attestati nel processo verbale di accertamento delle violazioni amministrative, e dei suoi limiti, nel giudizio di opposizione promosso ex art. 23, l. 24 novembre 1981, n. 689 (modifiche al sistema penale), avverso l'ordinanza-ingiunzione irrogativa di una sanzione pecuniaria (id est ex art. 204-bis, C.d.S.), è stata già esaminata dalle Sezioni Unite di questa Corte, le quali nella sentenza n. 12545/1992 hanno posto in rilievo che:

- il processo verbale costituisce un atto pubblico, in quanto forma necessaria dell'esternazione dell'atto di accertamento che il pubblico ufficiale compie sulla base dell'attribuzione normativa di uno specifico potere di documentazione, con effetti costitutivi sostanziali, prima che processuali, perché soltanto attraverso il veicolo necessario di detto atto di accertamento può essere determinato il credito della sanzione pecuniaria che l'autorità competente dovrà riscuotere con l'ordinanza-ingiunzione;

- l'art. 2700, c.c., attribuisce all'atto pubblico l'efficacia di piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti;

- il giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione, benché formalmente costruito dagli artt. 22 e segg., l. n. 689/1981, come giudizio d'impugnazione del provvedimento ed investa innanzitutto la legittimità formale dell'atto, tende all'accertamento negativo della pretesa sanzionatoria della p.a. e si configura da un punto di vista procedimentale come un giudizio civile, del quale vanno applicate le regole generali, salvo espressa contraria disposizione;

- l'esercizio del diritto di difesa nel procedimento di opposizione all'ordinanza-ingiunzione non è pregiudicato dalla fede privilegiata del verbale di accertamento, potendo l'interessato impugnare l'atto con la querela di falso e fare ricorso nel relativo giudizio ai normali mezzi di prova;

- l'efficacia di prova legale del verbale non può estendersi alle valutazioni espresse dal pubblico ufficiale ed alla menzione di fatti avvenuti in sua presenza, che possono risolversi in apprezzamenti personali, "perché mediati attraverso la occasionale percezione sensoriale di accadimenti, che si svolgono così repentinamente da non potersi verificare e controllare secondo un metro obiettivo, senza alcun margine di apprezzamento".

Ai rilievi non sono seguiti nella giurisprudenza significativi dissensi quanto alla natura di atto pubblico del verbale di accertamento ed alla gerarchia della prova che, in virtù del disposto dell'art. 116, 1° co., c.p.c., questa introduceva nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione del pagamento delle sanzioni e, tanto meno, quanto all'esclusione dalla fede privilegiata delle valutazioni espresse dal pubblico ufficiale, mentre relativamente alla categoria degli apprezzamenti personali è evidente in successive decisioni una deriva non soltanto verso l'inclusione in essi di una generalità di fatti attestati nel verbale, sul mero fondamento della possibilità di distinguere la loro percezione in statica o dinamica e dell'idoneità delle sole percezioni statiche a dare certezza al fatto accertato, ma anche verso una generale ed indiscriminata possibilità di prova nel procedimento ex art. 23, l. n. 689/1981, dell'errore del pubblico ufficiale nelle percezioni dinamiche, in base all'assunto, sostanzialmente contraddittorio, che l'efficacia probatoria piena dell'atto pubblico sia condizionata dalle ragioni poste a base della contestazione dei fatti in esso attestati.

Inoltre, con specifico riferimento alla materia della circolazione stradale, nella quale è più frequente la percezione dinamica dei fatti integranti le violazioni, sono stati in qualche caso anche ignorati, ed in altri travisati, i requisiti dell'occasionalità della percezione e della repentinità dell'accadimento, enucleati dalle Sezioni Unite, e nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione è stato ritenuto talora di per sé risolutivo il solo disconoscimento da parte dell'interessato dei fatti oggetto di percezione dinamica, e talaltra ammesso l'espletamento della prova contraria, in base all'unica considerazione della limitata durata dello stimolo sensoriale percepito dal pubblico ufficiale e della sua ridotta possibilità di verifica (cfr. ad esempio: il rilevamento del numero di targa di un'autovettura in movimento, cass. civ., sent. n. 3522/1999; o il superamento di un semaforo recante luce rossa: cass. civ., sent. n. 14048/2005).

A tale orientamento, benché in parte ispirato a condivisibili esigenze di concentrazione ed accelerazione processuale e di salvaguardia del diritto di difesa, non può essere dato ulteriore seguito, non soltanto per il suo approssimativo intendimento della nozione di apprezzamento personale fornita dalla sentenza n. 12545/1992 e dei limiti di attendibilità del fenomeno della percezione dinamica, che è frutto, al pari di quella statica, del necessario concorso di una pluralità di stimoli sensoriali in ogni caso elaborati dal pubblico ufficiale nella loro complessità, concludenza e decisività secondo la sua esperienza e qualificata professionalità, ma soprattutto per la lesione che esso ha comportato, e può ulteriormente comportare, al "superiore interesse alla certezza giuridica dell'attività svolta dai pubblici ufficiali" ed alle "esigenze di garanzia del buon andamento della P.A.", alla cui tutela - come sottolineato in materia dalla Corte Costituzionale (cfr.: ord. n. 504/1987) - è funzionale l'efficacia di piena prova attribuita all'atto pubblico dall'art. 2700, c.c., e per il cui perseguimento il legislatore ha ritenuto necessario e sufficiente in tema di sanzioni amministrative, da un lato, non porre limiti alla contestazione dell'accertamento nel ricorso amministrativo dell'interessato (cfr.: art. 18, l. n. 689/1981; art. 203, d.p.r. n. 285/1992) e, dall'altro, tipizzare il contenuto del verbale, prevedendo l'obbligo del pubblico ufficiale non soltanto di esporre il fatto in forma sommaria (cfr.: per tutti l'art. 383, d.p.r. 16 dicembre 1992, n. 495 ed all. VI.I), ma anche di indicare in esso gli estremi precisi e dettagliati della violazione (cfr.: art. 201, d.p.r. 30 aprile 1992, n. 285).

La correlazione tra il dovere di menzionare nel verbale in modo preciso e dettagliato, anche se sommario, l'elemento fattuale della violazione e l'efficacia che l'art. 2700, c.c., attribuisce ai fatti che il pubblico ufficiale attesta nell'atto pubblico essere avvenuti in sua presenza o da lui compiuti, comportano infatti che tale efficacia concerna inevitabilmente tutti gli accadimenti e le circostanze pertinenti alla violazione menzionati nell'atto indipendentemente dalle modalità statica o dinamica della loro percezione, fermo l'obbligo del pubblico ufficiale di descrivere le particolari condizioni soggettive ed oggettive dell'accertamento, giacché egli deve dare conto nell'atto pubblico non soltanto della sua presenza ai fatti attestati, ma anche delle ragioni per le quale detta presenza ne ha consentito l'attestazione. L'approccio alla questione relativa all'ammissibilità della contestazione e della prova nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione non va conseguentemente condotto con riferimento alle circostanze di fatto della violazione attestate nel verbale come percepite direttamente ed immediatamente dal pubblico ufficiale ed alla possibilità o probabilità di un errore nella loro percezione, ma esclusivamente in relazione a circostanze che esulano dall'accertamento, quali l'identificazione dell'autore della violazione e la sua capacità o la sussistenza dell'elemento soggettivo o di cause di esclusione della responsabilità, ovvero rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà (ad esempio, tra numero di targa e tipo di veicolo al quale questa è attribuita).

Ogni diversa contestazione, in esse comprese quelle relative alla mancata particolareggiata esposizione delle circostanze dell'accertamento od alla non idoneità di essa a conferire certezza ai fatti attestati nel verbale, va invece svolta nel procedimento di querela di falso, che consente di accertare senza preclusione di alcun mezzo di prova qualsiasi alterazione nell'atto pubblico, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti o del loro effettivo svolgersi ed il cui esercizio è imposto, oltre che dalla già menzionata tutela della certezza dell'attività amministrativa, anche dall'interesse pubblico alla verifica in sede giurisdizionale della correttezza dell'operato del pubblico ufficiale che ha redatto.

Deve, conseguentemente, essere affermato il principio che: "nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione del pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà, mentre è riservato al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti".

Detto principio è stato disatteso dalla sentenza impugnata, giacché ha escluso l'efficacia probatoria del verbale nel quale gli agenti della polstrada avevano attestato di avere direttamente percepito la commissione della violazione in base ad un apprezzamento del carattere presunto della percezione a lui precluso nel giudizio di opposizione dalla fede privilegiata del verbale di accertamento. Alla fondatezza del motivo seguono la cassazione della sentenza e, a norma dell'art. 384, 2° co., c.p.c., il rigetto dell'opposizione proposta dall'intimato davanti al giudice di pace, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.

Le spese del giudizio vanno dichiarate non ripetibili tenuto conto della novità del principio enunciato.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata.

Decidendo nel merito rigetta l'opposizione proposta dal Du. avverso il verbale di accertamento della violazione e dichiara non ripetibili le spese del giudizio.
DATA DEPOSITO 24 LUGLIO 2009

venerdì 4 marzo 2011

E' deceduto il C.te Angelo Craparotta

Giro la mail del C.te Bedessi, sebbene non abbia conosciuto il C.te Craparotta.
Mi associo comunque alle condoglianze, alla Famiglia, ai Colleghi e Amici tutti.

Ai Colleghi della polizia municipale della Toscana.

Sono addolorato di dovervi comunicare che il Collega e Comandante Angelo Craparotta, che per molti anni ha ricoperto l’incarico a Campi Bisenzio prima di me, e da molti di noi conosciuto e stimato, si è tolto la vita oggi. 3 marzo, con un colpo di pistola alla tempia.

Purtroppo sono stato fra i primi ad arrivare nell’appartamento ove era appena avvenuto il fatto.

Lascia la moglie, anch’essa una collega della polizia municipale, che lavora con me a Campi Bisenzio, e due figli; anche il fratello è un collega della polizia municipale che lavora con me.

La salma sarà esposta da domani mattina alle 10 (venerdì) presso la Confraternita di Misericordia di Campi Bisenzio.

La cerimonia funebre si terrà sabato mattina alle ore 10 nella chiesa del Sacro Cuore (via De Gasperi 9, Campi Bisenzio).

Ringrazio fin da ora tutti coloro che vorranno, in qualsiasi modo, sentirsi vicini alla famiglia.

Sergio Bedessi