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giovedì 1 luglio 2010

Penso alla notizia del giorno...

...Beh, a questo punto domando: che senso ha questo correre verso la pausa estiva per "alzar gli scudi"? che cosa si teme? o che cosa si vuol evitare di temere? Non lo domando a quelli come me che, con molta superficialit... Mostra tuttoà, sarebbero liquidati con un: "è un comunista".
Non lo domando a coloro i quali sono stati assunti nel partito-azienda e quindi, da ottimi dipendenti, eseguono le disposizioni delll'impresario.
Lo domando a coloro i quali hanno perso la dignità politica e l'indipendenza che gli garantiva quel partito che in un modo o nell'altro, ha contribuito a scrivere la storia d'Italia (MSI - AN) e quindi, si sono lasciati fagocitare dal partito-azienda. Ma lo domando a coloro i quali, manifestando formalmente una sorta di indipendenza dal partito-azienda, ne restano comunque avviluppati, incitando i propri elettori alla "Roma-ladrona", ma gozzovigliando di quei privilegi che comunque gli concede. Ma lo domando proprio a quegli elettori del nord produttivo, che lavorano la terra, che costruiscono la "fabbrichétta", che si vestono di verde per non far passare lo straniero, ma che son ben disposti ad indossare lo "scudo istituzionale", a difesa di personaggi come Dell'Utri, che riconosce ad un mafioso, il valore di eroe.
Non lo chiedo con spirito critico: ma per capire.
Perché come cittadino che non ha eletto questa maggioranza di governo, ma come cittadino rispettoso delle istituzioni democratiche la rispetto, credo di avere un diritto fondamentale: quello di capire.
Capire che cosa sta accadendo in questo Paese, sempre più distante dalla normalità; capire perché un mafioso dovrebbe essere un eroe e soprattutto capire come possa, la televisione di Stato, consentire ad un rappresentante del popolo italiano di esprimere tali concetti valoriali da diffondere, soprattutto tra i giovani; capire perché chi svolge una professione pericolosa quale un camionista è soggetto a controlli più stringenti e chi mi rappresenta e prende decisioni per il futuro di questo Paese non possa essere soggetto a controlli preventivi sulle sostanze psicotrope e/o stupefacenti; capire perché non ha senso lasciare casa mia in mano ad un ladro e consentire che una banda di pregiudicati possa amministrare la casa di tutti, l'Italia.
Mi piacerebbe che qualcuno dichiarasse: sono un elettore del centro-destra e questi sono i motivi del perché.

lunedì 21 giugno 2010

STRADA SICURA - AREZZO

Venerdì 26 giugno 2010, ore 18,00 e seguenti
Inaugurazione CIRCUITO ADULTI a Parco Giochi si Strasicura Baby in località Montecchio Vesponi, Castiglion Fiorentino, Arezzo
mail: info@strasicura.eu
sito: www.strasicura.eu
Tel: 0575.1786102
Fax: 0575.381344

lunedì 7 giugno 2010

Segnalazione sito relativo ad infortunistica stradale

Interessante il sito http://www.balestra.ch/ relativo alla tecnica di rilevamento e ricostruzione dei sinistri stradali, curato dall'Ing. Balestra

giovedì 27 maggio 2010

INSERIMENTO I.P.A.

Segnalo, tra i link di ns. interesse, l'indice delle pubbliche amministrazioni (http://www.indicepa.gov.it/) mediante il quale è possibile coinoscere la struttura degli uffici e l'elenco dei servizi offerti dalle PP.AA., con le informazioni per il loro utilizzo e gli indirizzi di posta elettronica da impiegare per comunicazioni e per lo scambio di documenti e informazioni, anche ufficiali e a valore legale.

lunedì 24 maggio 2010

Come e perché penso che Paragone "dipinga" Santoro

Mentre non ero qui, ho seguito "L'ultima parola", il programma di Paragone in onda su Rai 2 dove è stato denigrato, spudoratamente, il Giornalista Michele Santoro, fornendo, tra l'altro, notizie false e tendenziose sulla trasmissione "Anno Zero" che, a detta di Paragone, avrebbe sparato a zero sulla Chiesa. Beh, questione di punti di vista ma - lo dico da cattolico - se c'è stata una trasmissione che ha scoperchiato il vaso di Pandora del malaffare di un certo modo di fare "ecclesia", in quella stessa trasmissione c'è chi ha rappresentato benissimo la Chiesa (come il giornalista Sorgi) in maniera degnissima, evidenziando che come esistono loschi individui che indegnamente indossano abiti talari, molti altri, in umiltà e silenzio, diventano un punto di riferimento per molti derelitti della società civile. E quando parlo di malaffare, non mi riferisco certo ai preti pedofili giacché ritengo che, essenzialmente, quelli siano solo persone pedofile e quindi, profondamente deviate e bisognose di cure. Il problema vero è l'omertà, il silenzio, la falsa rappresentazione di una realtà che deve essere denunciata, anziché nascosta, per il timore di perder la faccia: vale per la Chiesa-Stato, ma vale per molte altri centri di potere.
Questo è il vero male e Santoro, a modo suo, rappresenta esso stesso la denuncia sociale.
Per questo Santoro è un giornalista scomodo: anzi, è il Giornalista scomodo.
Ma il massimo del livello di spregiudicatezza credo sia stato raggiunto da Paragone nel momento stesso in cui ha sfruttato riprese di Anno Zero su operai in cassa integrazione, per scaricare su Santoro e l'offerta pubblica che la Rai gli ha fatto, una sorta di colpa morale di quanto accade; gli sono stati fatti i conti in tasca per denunciare quello che sarebbe possibile fare con i soldi che la Rai offre a Santoro.
Credo che il giornalismo abbia raggiunto, con certi personaggi, livelli davvero bassi.
A parte il fatto che il Giornalista Michele Santoro - che non sempre mi piace, ma ritengo necessario, come contribuente Rai e come cittadino - viene pagato dalla Rai in modo trasparente e quindi, senza alcuna manfrina, non vedo perché ci sia da scandalizzarsi per una cifra grazie alla quale potrebbero essere risolti i problemi di tanta gente. Beh, sarebbe come dire che un quadro d'autore non si dovrebbe pagare quello che si paga perché è un affronto alla povera gente.
C'è, insomma, nella teoria di Paragone e della "Madame Curie" della politica - così come Bea ha apostrafato la Santanché - una sorta di mercificazione della persona, per cui ogni uomo ha un prezzo: tipico di chi confonde il soggetto con l'oggetto; di chi mantiene in sé il concetto di Stato-potere, sebbene inserito in un contesto di Stato-persona. Così il vile denaro è solo un mezzo di scambio, quasi che il giornalista Santoro sia stato acquistato, così come il Paragone di turno si fa acquistare da chi rappresenta lo Stato-potere... in fondo non c'è colpa in chi giudica col proprio metro l'azione altrui.
Ma per quanto mi riguarda, anche il vile denaro può acquisire una sua dignità, se mi si passa il termine.
Insomma, anche il denaro può essere utilizzato quale metro di misura di un valore e non anche una mercificazione.
Così, non avviene forse che a fronte del danno ingiusto subito da una persona, il giudice stabilisca un valore risarcitorio? Dunque, la somma di denaro rappresenta il valore della persona, così come oggi, quanto è offerto a Santoro - e non estorto - rappresenta il suo valore di persona e non (solo) il suo valore commerciale... ma chissà se nel panorama di chi è ossessionato dall'idea che uno straniero possa passare il Piave del 2010, c'è posto per il valore della persona; come può accettare un simile concetto, chi è tutto dedicato ad esaltare la propria identità ad unico modello valoriale? come può, chi riconosce nell'economia un fine e non un mezzo, concepire l'idea che possa esistere una crescita culturale ben più importante di una crescita economica, per un Paese?
Ma se, volendo seguire la logica mercenaria di Paragone & Co., dovessi pensare a quello che sarebbe possibile fare con i soldi offerti a Santoro per l'umanità, beh, anche in quel caso direi che quei soldi sono stati spesi bene così come oggi sono stati spesi.
Perché a fronte di un certo numero di persone che potrebbero veder migliorata la propria condizione economica, che ne resterebbe della generale condizione culturale del Paese.
Perché se c'è stato un giornalista che contro tutto e contro tutti ha denunciato quanto di più sporco ed abietto è presente nelle logiche trasversali di potere, questo è proprio Michele Santoro. E finiamola di pensare a quello che oggi è Michele Santoro... c'è una storia di persona che lo riguarda!
Michele Santoro ha giocato sulla sua testa di giornalista la propria dignità, il proprio futuro, la propria possibilità di essere emarginato, come è stato emarginato; questo a fronte di una massa di pseudo-intellettuali iscritti all'Ordine di quei giornalisti che dinanzi alla fuoriuscita di scena della Busi, niente fanno per farla reintegrare nell'organico di Rai 1: anzi, una rompiballe in meno: solo la Dandini, ne sta parlando e sarà un caso?
Allora, per me Michele Santoro è quel giornalista che mi ha offerto la possibilità di conoscere dei contenuti che un certo stile omertoso e mafioso tentava e tenta di nascondere; è quel giornalista che non considera i cittadini, gli utenti della Rai, una massa di idioti, incapaci di ragionare, ma che offre loro delle conclusioni - talvolta faziose, talvolta forzose - che possono scegliere di condividere o di contestare, ma, così facendo, conquistare il valore alto di un popolo e cioè, il giudizio critico collettivo.
Questo è quello che una certo potere pubblico teme: il giudizio critico della gente.
La capacità della massa di farsi delle proprie idee, delle proprie opinioni, su ciò che è male e ciò che è bene; su ciò che vale la pena di affrontare e ciò che vale la pena di tralasciare. La capacità del popolo di stabilire un modello culturale, senza che sia il potere ad imporlo con alchimie mediatiche studiate al tavolino.
Insomma, nel bene e nel male, il Giornalista Michele Santoro è parte integrante della cultura nazionale; una sorta di bene culturale che può essere bel valorizzato con una somma di denaro, così come lo si fa con un quadro d'autore, senza troppo scandalo per la sopita coscienza.
Paragone, per quanto mi riguarda, resta un termine di paragone: tra chi fa giornalismo e chi vende giornalismo.

mercoledì 5 maggio 2010

Interessante portale su circolazione e trasporti

http://www.ingegnervisentin.com/

Ivi, La pianificazione dei trasporti e le problematiche legate aI deflusso veicolare da sempre si presentano come alcuni tra i principali problemi delle aree fortemente urbanizzate. L'elevato numero di veicoli presenti nella rete viaria, l'utilizzo da parte di differenti tipologie veicolari della medesima sede carrabile e la presenza di utenti deboli quali anziani e bambini evidenziano infatti una vasta serie di problematiche di difficile soluzione. Il recente sviluppo delle strumentazioni, l’implementazione di specifici software e l’introduzione nel mercato di moderne tecnologie consentono oggi di fornire soluzioni specifiche ed efficaci in molteplici tipi di situazioni riguardanti il funzionamento di una complessa rete viaria. Uno studio del traffico correttamente redatto ed adeguatamente approfondito è infatti in grado di ottimizzare le reti viarie esistenti sulla base di un'analisi costi/benefici delle varie alternative progettuali comparando tra loro differenti tipi di indicatori prestazionali . Grazie all'implementazione di specifiche procedure e modelli si possono ottenere previsioni molto realistiche sul futuro funzionamento della rete viaria a seguito di una variazione dell'offerta (realizzazione di interventi riguardanti la viabilità) o della domanda di mobilità (aumento o diminuzione del traffico che interessa le rete viaria).

L'ingegner Giorgio Visentin, ideatore/gestore di questo sito ed esperto della complessa materia dell'Ingegneria dei trasporti, mette a disposizione la propria conoscenza e l'esperienza maturata prima come consulente libero professionista nel campo delle problematiche legate al deflusso veicolare e successivamente come esperto di traffico operante all'interno del settore Mobilità del Comune di Treviso per diffondere i principi di una corretta pianificazione e favorire il raggiungimento di elevati standard qualitativi in questo ambito dell' ingegneria.

Evento gratuito presso l'Università di Brescia

TECNOLOGIA E SICUREZZA URBANA: DAL CONTROLLO ALLA PREVENZIONE
10 maggio 2010 AULA MAGNA Facoltà di Giurisprudenza Via S. Faustino, 41 Brescia
La locandina del convegno è scaricabile
http://filer.amm.unibs.it/content/dav/unibs/jus/gipedrazzi/Pub/sicurezza2010.pdf
La partecipazione è libera e gratuita